Agro Pontino

Questo itinerario guida alla scoperta dell’agro pontino e del Parco Nazionale del Circeo.

Il percorso rientra all’interno delle iniziative “Tirrenica Extra” (sognando una ciclovia da nord a sud) e  dei tematismi “Spiagge”, “Bonifiche“, “Energia”  e “Zone umide”. E’ agganciato alle stazioni ferroviarie di Anzio e Monte S.Biagio. Poichè la ferrovia corre all’interno, si è pensato di spezzarlo in tre parti, coinvolgendo le stazioni intermedie di Latina scalo, Sezze e Priverno. Ognuno sia libero di riarrangiarlo come meglio crede.

(Anzio, dalla collezione fotosferica Tirrenica360... )

Fotoracconto

Alcuni scatti pedalando lungo il percorso.

Traccia GPX

1di3 Anzio – Latina

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Percorso Rosso

ATTENZIONE: Il percorso è classificato rosso (vai alla classificazione dei percorsi) per via del tratto trafficato tra Nettuno e Foce Verde che corre accanto alla zona militare (dove nei festivi si incontrano spesso gruppi in bici da corsa) e per il tratto tra Latina e Latina Scalo FS (un lungo rettilineo dove nei feriali potrebbe passare anche qualche camion).

Si parte dalla stazione FS di Anzio Colonia e si raggiunge la costa, dove si pedala su strade urbane fino al centro di Anzio, anticipato dal faro e dalla Villa di Imperiale (foto360, foto360). I centri di Anzio e Nettuno, meritano una sosta (foto360, foto360, foto360, foto360, foto360). Al km 6 si lascia Nettuno per proseguire lungo la strada trafficata e disconnessa che costeggia il poligono militare di Nettuno. Prestare attenzione. Al km 10 si recuperano strade secondarie. Dal km 12 al 17 si pedala lungomare, in parte su ciclabile (foto360). In particolare, al km 13 si intravede la centrale nucleare dismessa, e poco dopo si attraversa il canale delle acque alte legato alla bonifica (foto360, foto360). Prima di lasciare la costa, vale la pena allungarsi sulla spiaggia del lago di Fogliano (foto360, foto360, foto360, foto360). Dal km 17 si lascia la costa su pista ciclabile, fiancheggiando il lago di Fogliano (foto360, foto360). Al km 21 si arriva a Latina e poi si prosegue  fino alla stazione FS di Latina Scalo su strada trafficata, prestare attenzione.

Nota: scendendo alla stazione FS di Villa Claudia, si può anticipare il percorso con una visita alla Riserva Naturale di Tor Caldara (bici da parcheggiare all’ingresso; foto360; foto360; foto360).

Rifornimenti: Anzio e Nettuno, poi a Borgo Sabotino e Latina.

(Tor Caldara da Viaggio in Italia)

Percorso Verde

Il percorso verde segue quello rosso in senso inverso, da Latina (km 21) fino al mare (km 13) e ritorno.

2di3 Latina – Sezze

La seconda parte del percorso “agro pontino” collega Lido di Latina con Sabaudia. Per sfruttare le stazioni FS (situate all’interno), consigliamo di partire da Latina Scalo FS seguendo al contrario la traccia 1di2, poi chiudere la pedalata alla stazione FS di Sezze seguendo al contrario la traccia 2di3.  Il tratto lungo costa segue la duna della Bufalara, dove ci sono diversi banchi di sabbia che costringeranno a scendere dalla bici (foto360, foto360, foto360, foto360). Il percorso è descritto da Sandro in Fuga da Roma senz’auto.

Rifornimenti: a Latina e San Donato.

(Bufalara, dalla collezione fotosferica Tirrenica360... )

3di3 Sezze – Monte San Biagio

La terza parte del percorso “agro pontino” parte dalla stazione FS di Sezze e arriva alla stazione FS di Monte S.Biagio.

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Percorso rosso

ATTENZIONE:

  • Il percorso è classificato rosso (vai alla classificazione dei percorsi) per via della distanza (per agganciarlo alle due stazioni FS alle estremità) e di alcuni tratti esposti al traffico  (specie tra Terracina e Monte San Biagio).

L’itinerario, tutto su asfalto, parte dalla stazione FS di Sezze e per 22 km attraversa la pianura pontina direzione mare. Le strade potrebbero interessare traffico sostenuto, specie nei giorni feriali. In particolare al km16 c’è da attraversare la Pontina con una rotatoria.  Dal km 22 al 37 si pedala lungo mare nella meraviglia del Parco Nazionale del Circeo (foto360, foto360, foto360, foto360, foto360, foto360, foto360). Al km32 in particolare, c’è la deviazione per visitare Sabaudia (foto360). Dal km 37 al 44 si pedala ai piedi del promontorio di Circe (foto360, foto360, coinvolto in un altro itinerario). Le macchine potrebbero sfrecciare veloci, ma il traffico si mantiene sporadico. Dal km 44 al km 60 si pedala su strade secondarie tra S.Felice Circeo e Terracina. Gli ultimi km, per raggiungere la stazione FS di Monte S.Biagio, sono quelli più esposti al traffico. Prestare attenzione.

Rifornimenti: a Borgo Pasubio, Sabaudia, Circeo e Terracina.

Percorso Giallo

Il percorso giallo ricalca quello rosso concentrandosi nei 15 km del lungomare di Sabaudia, da percorrere avanti e indietro. Il traffico è sporadico e quasi mai molesto (tranne d’estate nei giorni di mare).

Raccomandazioni

> Prima di avventurarvi leggete le raccomandazioni. Impiegate cinque minuti ora nella lettura, per risparmiare sventure e contrattempi dopo. segue...

Tirrenica360

> La collezione di FotoSferiche dedicate a questo percorso, raccolte nella mappa di insieme Tirrenica360 segue... 

Approfondimenti

> Quanti simboli, quante memorie, quanti ricordi fioriscono con la vicinanza del mare? Siete anche voi affascinati dai segni che il tempo e lo spazio hanno disseminato lungo il percorso? Aiutateci ad arricchire questo capitolo, perchè le storie tornino a parlare.

Riserva Naturale di Tor Caldara

È un lembo di costa miracolosamente scampato all’urbanizzazione, tra abitati di Anzio e Lavinio. Una torre eretta nel Cinquecento per l’avvistamento dei pirati saraceni oggi fa la guardia alle dune fossili, frequentate dai Gruccioni, e all’intrico della macchia mediterranea. segue…

(solfatare, dalla collezione fotosferica Tirrenica360... )

Villa Imperiale ad Anzio

In questa fastosa villa o palazzo imperiale gli architetti cercarono certamente di soddisfare ogni desiderio e capriccio dell’imperatore per rendere il suo soggiorno ad Anzio il più gradito possibile. Nei vasti ed eleganti nuovi ambienti, potevano svolgersi al coperto anche, recitazioni, piccoli spettacoli, danze e musiche destinate all’intrattenimento degli ospiti imperiali e al folto stuolo di cortigiani che in ogni stagione dell’anno affollavano la villa. Nella fase seguente, Domiziano, non meno di Nerone portò ad Anzio il suo gusto del grandioso e del raffinato ed Adriano, che non fu da meno, completò l’opera iniziata. segue…

La Villa Imperiale raccontata da Caterina Napoleoni segue…

Torre Astura

L’Astura romana era un approdo alla foce del fiume omonimo posto lungo la via Severiana, sede di ville già dal I secolo a.C. Una tra queste fu di Cicerone, e Astura fu teatro delle ultime fasi della sua inutile fuga da Antonio. Nel sito venne realizzata, tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’età imperiale, una villa strutturata in parte in terraferma e in parte su un’isola artificiale, dotata di una vasta peschiera, i cui resti sono ancora in parte visibili (sulle murature in mare fu poi realizzato il castello). A partire dall’età romana Astura rappresentava infatti il prolungamento e il confine ad oriente della colonia di Antium e per la sua amenità fu un luogo molto amato dai nobili romani, che la scelsero per costruirvi le loro ville d’otium. Nel 1193 il sito venne in possesso dei Frangipane, che per proteggersi dai Saraceni vi costruirono una fortezza marittima con una torre a pianta pentagonale circondata dalle acque e collegata alla terraferma da un ponte ad arcate in laterizio. Nella zona che la circonda si trova una pineta dove scorre il fiume Astura. Il territorio di Torre Astura è oggi compreso all’interno del Poligono Militare di Nettuno, pertanto è aperta al pubblico solo nei mesi estivi  segue…

Da neanderthal alla bonifica

I ritrovamenti archeologici rinvenuti nel Parco Nazionale del Circeo documentano la presenza di insediamenti umani nel territorio sin da epoche lontane. Un territorio esteso che comprende testimonianze, 14 siti archeo-storici ed emergenze architettoniche relativi ad epoche storiche diverse: paleoecologiche e preistoriche (la presenza umana nel territorio del Parco è attestata a partire dal Paleolitico Medio, con grotte e ripari sotto roccia esistenti lungo tutto il perimetro del Monte Circeo); dal Tardo Arcaismo all’età imperiale; dall’anno Mille al dominio dei Caetani (1000 – 1301); i Caetani (1301 – 1713). Per arrivare sino alla bonifica e all’architettura razionalista delle Città di Fondazione. segue…

Parco Nazionale del Circeo

Il Programma MAB (Man and the Biosphere) è stato avviato dall’UNESCO negli anni ’70 allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità attraverso programmi di ricerca e capacity-building. Aree marine e terrestri che gli Stati membri s’impegnano a gestire nell’ottica della conservazione delle risorse e dello sviluppo sostenibile, nel pieno coinvolgimento delle comunità locali. Scopo della proclamazione delle Riserve è promuovere e dimostrare una relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi, creare siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l’educazione ambientale, oltre che poli di sperimentazione di politiche mirate di sviluppo e pianificazione territoriale. Le Riserve della Biosfera sono quindi indirizzate ad incoraggiare la conservazione degli spazi naturali ma anche a promuovere il territorio, il suo sviluppo economico e le sue specificità culturali.

Le Riserve della Biosfera rappresentano perciò dei veri e propri laboratori di sviluppo sostenibile, capaci di abbinare alla funzione di conservazione dei valori ecologici del territorio quella di valorizzazione delle sue specificità naturali e delle attività locali indirizzate nel senso della sostenibilità.

Il Parco Nazionale del Circeo è stato uno dei luoghi nei quali lo stesso concetto del programma Man and Biosphere dell’UNESCO è nato e si è sviluppato, con la proclamazione fin dal 1977 della Riserva della Biosfera “Foresta Demaniale del Circeo” (Selva di Circe). Nel 2013, a seguito delle revisioni periodiche sulle riserve MaB operate dall’UNESCO, la riserva del Circeo si è estesa fino a raggiungere i confini attuali, che comprendono i comuni di Sabaudia e San Felice Circeo e parte di quelli di Latina e Terracina. segue…

la mappa interattiva

Bonifica Agro Pontino

Nel corso dei secoli l’economia pontina aveva trovato un suo equilibrio. Chi viveva in quei territori usufruiva di una fonte quasi illimitata di riserve dalle quali attingere per alimentare l’economia locale: boschi e canneti per fare legna; fiumi, stagni e laghi per pescare; zone incolte e praterie per pascolare; spazi aperti per coltivare nelle aree a ridosso dei centri abitati.

Agli inizi del XVI secolo l’atteggiamento nei confronti delle attività connesse allo sfruttamento delle acque iniziò a cambiare, almeno da parte dello Stato pontificio.
La convinzione di poter trasformare la pianura in un forte centro di produzione cerealicola divenne sempre più forte all’interno degli organi decisionali dello Stato, meno tra la popolazione locale che, salvo rari casi, lottò strenuamente per non modificare un territorio che ben rispondeva alle sue necessità.

A ogni tentativo di bonifica non mancarono quindi proteste, liti e veri e propri sabotaggi da parte dei “paludari” per difendere, in maniera più o meno lecita, gli spazi di loro proprietà, sottratti dai bonificatori. Dai popoli italici al ventennio fascista, il racconto della bonifica dell’agro pontino. segue…

Proteggi la duna

La duna è un ecosistema fragilissimo. Per raggiungere la spiaggia utilizzare le passerelle distribuite sul lungomare. segue…

(lungomare di Sabaudia, dalla collezione fotosferica Tirrenica360... )

Promontorio di Circe

Il promontorio del Circeo con la sua sagoma inconfondibile disegna lo sfondo della pianura pontina.  Luogo di miti e leggende, si innalza maestoso davanti all’Oceano Mare per una sosta contemplativa d’eccezione. Affacciati sul blu e  accompagnati  dai racconti della dea, lo sguardo correrà lontano all’orizzonte, alla ricerca della nave di Ulisse. segue…

Extra

Bonifica agro pontino

L’assetto ambientale del territorio pontino prima delle operazioni di bonifica del Novecento si discosta in maniera radicale dal paesaggio contemporaneo. Dal Medioevo fino all’Ottocento, la Pianura Pontina si deve immaginare come un susseguirsi di selve, prati, pascoli, paludi in cui è presente in maniera capillare su tutto il territorio una complessa e disordinata rete idrica. La presenza umana era concentrata sulle prime alture, alle spalle della pianura, con la sola eccezione dei lavoratori stagionali (principalmente pastori e boscaioli) che si insediavano in rozze capanne costruite tra le radure nella macchia segue…

Percorsi nel Lazio

> Elenco dei percorsi nel Lazio segue...

Percorsi tematici

> Il Tirreno è un teatro che racconta mille incontri. Le memorie storiche si intrecciano con gli scenari naturali, imprimendo a terra tracce da rievocare, un pedale alla volta. Seguendo in bici il mare e i suoi tematismi. Spiagge, fari, pinete, zone umide, promontori, miniere, …. quante storie siete pronti ad ascoltare? segue...

Bonifica in Italia

> La lotta alla malaria per la sopravvivenza umana e il recupero produttivo del suolo hanno rappresentato nell'Italia Centrale i moventi di una secolare attività bonificatrice. Le ristrette pianure alluvionali litoranee, infatti, nei secoli sono state soggette al ristagno delle acque. Un immenso deposito di fatiche, conquistato dall'uomo una stagione dopo l'altra. segue... 

Spiagge Tirreniche

> Cosa sarebbe un mare senza una spiaggia? Al termine di un temporale o all’avvicinarsi di un tramonto, tra un bagno rinfrescante e una passeggiata sul bagnasciuga. Che sia in piena estate o d’inverno. Profumi e cantilene che portiamo dentro una generazione dopo l’altra. Diversi itinerari in bici lungo la futura ciclovia Tirrenica ci permettono di avvicinare la meraviglia dei granelli di sabbia.  segue...

Zone umide

> Laghi, torbiere, fiumi e foci, stagni e lagune, paludi salmastre e litorali. Le zone umide rivestono una notevole importanza per garantire biodiversità e resilienza. Metà delle zone umide del mondo sono state perse e la maggior parte delle distruzioni sono avvenute negli ultimi 50 anni. Partiamo alla scoperta delle zone umide lungo il mar Tirreno. segue...

Energia

> Gigantesche cattedrali fumanti si stagliano all'orizzonte. Centrali a olio, carbone, eoliche, nucleari.... Alla scoperta dei territori di energia lungo la futura CicloVia Tirrenica. segue...

Colonie

> Le colonie marine, edifici monumentali lungo le coste italiane, luoghi fragili e memorie di un passato tutto ancora da metabolizzare. Nate per curare le malattie infettive, nel tempo acquisiscono altri significati, in particolar modo legati all’educazione delle masse e alla costruzione di un’identità politica nelle giovani generazioni, promossi sia dai regimi totalitari che da governi democratici. In molti casi, queste costruzioni anticipano l’urbanizzazione di nuove mete turistiche costiere e montane, rese accessibili dalle nuove linee ferroviarie in costruzione. segue...

Un passo alla volta

> Proposte in bici di una mattinata, un giorno, un weekend, una vacanza intera... per saggiare le proprie capacità e alimentare esperienza e consapevolezza segue...

Classificazione percorsi

> Itinerari verdi, gialli o rossi, per aiutarvi a scegliere il percorso più adatto alle vostre aspettative segue...

Tirrenica Extra

> Il progetto ufficiale della futura Ciclovia Tirrenica al momento parte da Ventimiglia e finisce a Roma. Noi, dal basso, proviamo a raccogliere spunti preziosi anche su altri percorsi che coinvolgono il Tirreno. segue...

Tirrenica in treno

> Esplorare in treno+bici la futura ciclovia Tirrenica. Soluzione vantaggiosa per superare i tratti critici o spezzare le pedalate in più riprese. segue...

PassaPorto Tirreno

> Un PassaPorto da portare con sè nelle pedalate lungo il Tirreno. Memoria di carta ed inchiostro della propria avventura in bici. Tappa dopo tappa, timbro dopo timbro. segue...

Il vostro contributo

> Innamorat@ anche voi delle pedalate vista mare? Date una occhiata al progetto e alla squadra operativa. Partecipate con passaparola, proposte, feedback, ... Le amministrazioni non vedono le potenzialità della CicloVia? Mostriamo loro il contrario. Facciamo conoscere insieme la futura Tirrenica. segue...

(Lago di Fogliano, dalla collezione fotosferica Tirrenica360... )

“Con una coppia di destrieri scendeva negli abissi sino al suo palazzo o volava veloce sulle onde. Ippocampi, mostri metà cavallo e metà pesce, ma anche centauri marini, oceanine e nereidi: erano apparsi nel mare greco soltanto quando Poseidone ne aveva preso possesso.
Un giorno, nella loro avanzata, i romani lo avrebbero incontrato e riconosciuto come un dio ad essi noto: il suo nome latino, Nettuno, avrebbe echeggiato ancora a lungo nei mesi e negli abissi.” (“Storia del mare”, A. Vanoli)

Agro Pontino
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