In bici alla scoperta dell’isola di Favginana, nell’arcipelago delle Egadi.

(baia Preveto, dalla collezione Tirrenica360)

Favignana

Favignana  è la principale isola dell’arcipelago delle Egadi, di fronte a Trapani. Il nome deriva dal latino favonius (favonio), termine con il quale i Romani indicavano il vento caldo ricadente proveniente da ovest. Le tradizionali architetture mediterranee dell’isola, caratterizzate da intonaci bianchi e finestre azzurre o verdi, sono, specialmente negli ultimi anni, oggetto di riscoperta e valorizzazione. L’isola, ricoperta prevalentemente da macchia mediterranea costituita da arbusti cespugliosi e da boschi di pini marittimi, si è affermata come importante meta turistica.

Lo scarso traffico e il carattere prevalentemente pianeggiante la rendono un’isola ideale da conoscere in bicicletta. MTB, citybike, elettriche e non. Al porto numerosi negozi di noleggio permettono di scegliere con quale mezzo partire. Il percorso rientra all’interno di Tirrenica Extra, Tirrenica Visioni, Tirrenica Isole e dei tematismi “spiagge“,  “fari“, “miniere“e “promontori“.

“Al solo vedermi, avete subito cambiato espressione, proprio come di solito avviene quando, non appena il sole ha mostrato alla terra il suo bel volto dorato o quando, dopo un rigido inverno, il dolce Favonio soffia allo sbocciare della primavera, di colpo ogni cosa riacquista un nuovo aspetto, un nuovo colore e, per dirla tutta, una sorta di giovinezza. Così ho ottenuto subito, semplicemente presentandomi, quello che retori, per altro insigni, possono a stento ottenere con una lunga e a lungo meditata orazione: stornare dall’animo le preoccupazioni spiacevoli.” (Elogio della follia, Erasmo da Rotterdam)

Fotoracconto

Alcuni scatti lungo l’itinerario.

Traccia GPX

> Per scaricare la traccia GPX, da CELL/PC sulla piattaforma RideWithGps cliccare su "full version", dove sarà possibile esportare il file.

Percorso Giallo

Nota: Il percorso è stato classificato giallo (vai alla classificazione dei percorsi) perchè prevede l’attraversamento di una galleria di qualche centinaio di metri. I piccoli marciapiedi ai lati (da imboccare fin da subito) evitano di impegnare la corsia, ma è altamente consigliabile accendere la torcia del telefonino. In alternativa, per evitare la galleria, verificare se la strada laterale è agibile (è chiusa da tempo immemore per caduta massi).

(Castello di S.Caterina, dalla collezione Tirrenica360)

Descrizione del percorso:

  • Porto e cave. L’itinerario parte dal porto e gira l’isola in senso orario. La costa alterna affacci sul mare blu e cattedrali di tufo, scolpite al contrario in secoli di attività estrattiva.  Si prosegue a sud verso il faro di Punta Marsala in un panorama che sa di Africa.
  • Punta sottile. La costa si fa più morbida, in una alternanza di spiagge e scogliere.  Raggiunto il faro di Punta sottile si torna indietro per la stessa strada o si prosegue lungo costa per sterrato (qualche tratto da fare a spinta) che lambisce punta Ferro, con il panorama di Marettimo all’orizzonte.
  • Museo della tonnara. Si torna al porto su strade asfaltate. Al termine del giro, si consiglia una visita al museo della tonnara. Per chi vuole, la strada  prosegue verso Capo Grosso.

Rifornimenti: solo al porto

Percorso verde

Il percorso verde ricalca quello giallo dal porto alla spiaggia di Marasolo, al km 8. Da qui si torna indietro al porto per la strada asfaltata direttissima, evitando quindi la parte occidentale dell’isola.

Raccomandazioni

> Prima di avventurarvi leggete le raccomandazioni. Impiegate cinque minuti ora nella lettura, per risparmiare sventure e contrattempi dopo. segue...

Social

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Tirrenica360

> La collezione di FotoSferiche dedicate a questo percorso, raccolte nella mappa di insieme Tirrenica360.

Il tour immersivo dedicato a Favignana per ammirare le bellezze dei luoghi a tutto tondo. Vai al tour…

Isole Egadi

> Favignana, Levanzo, Marettimo. Un arcipelago di bellezze a pochi passi da Trapani.segue...

Approfondimenti

> Quanti simboli, quante memorie, quanti ricordi fioriscono con la vicinanza del mare? Siete anche voi affascinati dai segni che il tempo e lo spazio hanno disseminato lungo il Tirreno? Aiutateci ad arricchire questo capitolo, perchè le storie tornino a parlare.

  • Cave di tufo. L’intera zona nord-orientale di Favignana è fatta di tufo e presenta l’aspetto assolutamente singolare di innumerevoli cave, grotte, sprofondamenti ed erosioni. Il tufo fu per secoli, insieme con la pesca e l’agricoltura, fonte primaria di guadagno per la popolazione; dentro questa roccia sedimentaria si muoveva un piccolo esercito di cavatori abilissimi e intorno a loro manovali, carrettieri, marinai delle tre isole e di Trapani. segue…
  • VenaCava. L’unicità di quest’isola è data dall’essere per metà completamente scavata. Una delle attività più redditizie infatti, è stata per decenni, quella dell’estrazione di una pietra simile al tufo, ottima per costruzioni, una calcarenite conchiglifera, un materiale sedimentario costituito da organismi marini, fossili e conchiglie, con la quale si sono costruiti la maggior parte degli edifici sull’isola e in gran parte della Sicilia e del Mediterraneo. segue…
  • Tonnara Florio. Quest’isola ha una storia lunga e antichissima. Parte di questa storia è sicuramente legata alla Tonnara di Favignana, altrimenti conosciuta come Stabilimento Florio, un vero e proprio gioiello di archeologia industriale. Questo non è solo il luogo dove venivano custodite le barche e tutte le attrezzature per la mattanza dei tonni, è soprattutto la storia di una famiglia che si intreccia con l’anima dell’isola. segue…
  • Tonni e sale. Non le penne di Strabonio e Tolomeo, ma le pinne dei tonni disegnarono le mappe del Mediterraneo, e scrissero la storia d’ Europa. E’ una battuta, ma solo a metà. Per millenni le grandi esplorazioni dei cretesi, dei fenici, dei cartaginesi, dei saraceni hanno seguito le migrazioni del Thunnus thynnus e dei suoi cugini, che sfrecciavano a 70-80 chilometri orari e in tre mesi potevano attraversare l’Atlantico. Da lì, cavalcando segrete correnti al di là delle Colonne d’Ercole, si riversavano nel Mediterraneo e fino al Mar Nero, in acque calde e salate, per deporre le uova. Una volta compiuta la missione tornavano indietro. Allora come oggi, con gli uomini perennemente sulla loro scia. segue…
  • Malaria e leoni. Il leo bibens, emblema della famiglia Florio, rappresenta un leone febbricitante che riesce a guarire abbeverandosi accanto ad un albero di china.  La storia dello stemma nasce con il drammatico terremoto calabrese del 1783, quando i fratelli Paolo e Ignazio Florio decidono di  spostarsi a Palermo, dove si dedicano al redditizio commercio delle droghe. segue…

Extra

Isole

> Il traghetto molla gli ormeggi con la promessa di un profilo all'orizzonte. Il mare si fa onda e spuma, un'ora o un giorno, prima che la terra si avvicini a rapirci di odori, sguardi, nuovi lidi da scoprire. Il  Tirreno custodisce tesori immensi, da scoprire insieme sognando una ciclovia da nord a sud. Isole comprese. segue...

TirrenicaExtra

> Il progetto ufficiale della futura Ciclovia Tirrenica al momento parte da Ventimiglia e finisce a Roma. Noi, dal basso, proviamo a raccogliere spunti preziosi anche su altri percorsi che coinvolgono il Tirreno. segue...

(Faro di Punta Marsala, dalla collezione Tirrenica360)

Percorsi tematici

> Spiagge, fari, pinete, zone umide, promontori, miniere, …. quante storie da recuperare? Il Tirreno custodisce la memoria di incontri e situazioni. Persistenze millenarie si intrecciano con gli scenari naturali, imprimendo a terra tracce da interrogare, un pedale dopo l'altro. Riscoprendo in bici il mare e i suoi tematismi. segue...

  • Fari e Torri. > Tutte le nazioni si interrogano su come tenere vivo il patrimonio di pietre, storie e mattoni disseminato lungo le coste del pianeta. Erosione della costa, taglio dei finanziamenti, nuove tecnologie, aggiornamento delle rotte di navigazione…. Anche lungo il Mar Tirreno si nascondono preziose memorie guardiane dell'orizzonte. Che siano arroccate su uno sperone di roccia o addormentate su una spiaggia,  a picco sul mare o immerse in una pineta,  scopritele con noi pedalando. segue...
  • Miniere. > L’Italia custodisce un ingente patrimonio minerario in cui sono stratificati valori identitari e memorie sociali da conservare e riqualificare a fini turistici-culturali. Miniere, cave, siti preistorici da raggiungere in bici, tutto l’anno, in compagnia del Mar Tirreno. segue... 
  • Spiagge. > Cosa sarebbe un mare senza una spiaggia? Al termine di un temporale o all’avvicinarsi di un tramonto, tra un bagno rinfrescante e una passeggiata sul bagnasciuga. Che sia in piena estate o d’inverno. Profumi e cantilene che portiamo dentro una generazione dopo l’altra. Diversi itinerari in bici lungo la futura ciclovia Tirrenica ci permettono di avvicinare la meraviglia dei granelli di sabbia.  segue...

Partecipa

> Amante anche tu delle pedalate vista mare? Partecipa con passaparola, proposte, feedback, ... Dai una occhiata al progettoZERO, alla squadra operativa e ai paletti che ci siamo imposti selezionando gli itinerari. Le amministrazioni non vedono le potenzialità di un percorso ciclabile lungo il Tirreno? Mostriamo loro il contrario. Facciamo conoscere insieme la bellezza delle nostre coste. Viandanti di ogni fede e pedale, cicloturiste e cicloturisti, cittadini e cittadine come te. Niente di più, niente di meno. segue...

(tonnara al porto, dalla collezione Tirrenica360)

Favignana
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