Promontorio di Piombino in bici
Il Promontorio di Piombino in una traversata indimenticabile lungo il crinale, immersi nella storia etrusca e nella rigogliosa vegetazione mediterranea. La discesa verso la città vi regalerà spettacolari affacci sull’isola d’Elba. segue…
Approfondimenti
Populonia
Il Parco Archeologico di Baratti e Populonia comprende l’area dove sorgeva la città etrusca e romana di Populonia, nota fin dall’antichità per l’intensa attività metallurgica legata alla produzione del ferro. Si estende tra le pendici del promontorio di Piombino e il Golfo di Baratti.
Populonia è un luogo di grande fascino, immerso in un paesaggio naturale unico. Spazia dal mare del golfo di Baratti, su cui si affacciano le sepolture dei princìpi guerrieri, alla macchia mediterranea che nasconde incredibili tombe etrusche scavate nella roccia, fino a giungere sull’acropoli, con i suoi edifici sacri affacciati sulle isole dell’arcipelago toscano. segue sul sito del parco…
(affaccio da Populonia, dalla collezione Tirrenica360... )
La via dei poggi
La Via de Poggi: un giro in bici su 12km di affascinanti scorci panoramici e interessanti siti storici. segue…
Miniera di Baratti
Nei primi del novecento la zona costiera del Golfo di Baratti è ancora caratterizzata dalla presenza di enormi quantità di scorie ferrose risalenti al periodo di lavorazione etrusca: oltre un milione di metri cubi di materiale ferroso che, nel 1915, in piena Grande Guerra, era molto richiesto, spinsero la Società Ernesto Breda a commissionare una stima per valutare l’entità del deposito delle scorie e, nel 1917, a tentare di riutilizzarle in modo industriale, ma senza successo per il loro elevato contenuto di silice.
A seguito delle sanzioni imposte dalla Società delle Nazioni per l’intervento italiano in Etiopia, lo sfruttamento delle scorie diventò autarchico, avendo come conseguenza il trasferimento della concessione alla Società ILVA che, tra il ’36 e il ’37 riorganizzò la vecchia miniera ampliandone i limiti fino ad oltre il Podere Casone. All’ILVA subentrò la consociata Soc. An. Mineraria Siderurgica Ferromin che si insediò dal 1939 al 1943, quando alcuni bombardamenti sugli impianti siderurgici ne imposero la chiusura.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con la fine dell’autarchia, l’interesse industriale per le scorie si affievolì al punto che La Ferromin, seppur titolare della concessione, affidò i lavori all’Etruria Srl che la gestì fino al 1969 quando l’attività cessò definitivamente. segue su dalbarattialcornia …
Col ferro e col fuoco, video dell’Istituto Luce segue…
La via del Ferro
Un viaggio nella storia del ferro in Toscana. Si parte dal Deposito Rotabili Storici di Pistoia, il luogo dove sono tenute in perfetta efficienza decine di locomotive a vapore costruite oltre un secolo fa. Tappa poi all’Isola d’Elba, alla scoperta di una abilità straordinaria degli Etruschi che avevano miniere molto produttive di ferro e la capacità di lavorare il metallo come nessun altro all’epoca. Dal Golfo di Baratti, i resti ancora oggi visibili della loro secolare attività metallurgica.
Il viaggio prosegue verso l’entroterra, sulle strade che gli Etruschi disegnavano per trasportare i loro preziosi metalli dal Tirreno all’Adriatico, tra le montagne del pistoiese. Infine a Piombino, dove sorge quella che fu la seconda acciaieria italiana per estensione dopo quella di Taranto e che ancora oggi produce i binari senza i quali la rete ferroviaria nazionale non esisterebbe. (Origini – La via del ferro – 26/11/2023 – St 2023 45 min, guarda la puntata su RaiPlay…)
Itinerari sul promontorio
Da Cala Moresca al golfo di Baratti si snoda una parte della Via dei Cavalleggeri. Gli affacci sull’Elba sono strepitosi. Poco più di un sentiero, si consiglia di percorrerla a piedi (o con una MTB e tanta determinazione). Il percorso può essere iniziato da Cala moresca (posizione GPS).
Piantina pdf segue…
Parco Archeologico
Il Parco Archeologico di Baratti e Populonia comprende l’area dove sorgeva la città etrusca e romana di Populonia, nota fin dall’antichità per l’intensa attività metallurgica legata alla produzione del ferro. Nella parte bassa è possibile vedere le due necropoli etrusche, le cave di calcarenite e i quartieri industriali, dove si lavorava il minerale di ematite, proveniente dai giacimenti dell’isola d’Elba, per ricavare lingotti di ferro; nella parte alta è possibile visitare l’acropoli di Populonia, con i templi, gli edifici, i mosaici e le strade della fase romana, e i resti delle capanne del primo insediamento etrusco con le mura che cingevano la città sul lato a mare del golfo di Baratti. segue…
Piantina pdf segue…
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(Populonia, dalla collezione Tirrenica360... )


