Fondi-Sperlonga in bici

Da Fondi a Sperlonga seguendo le strade interne che scavallano i rilievi montuosi affacciati sulla costa. segue…

Dintorni

> Cosa vedere nei dintorni? Perchè non fermarci qualche giorno ad esplorare il territorio? In aggiunta all'elenco seguente, date una occhiata alla mappa Tirrenica360 e aiutateci ad arricchire l'elenco con le vostre segnalazioni.

Traversata Pontina

Da Anzio a Monte San Biagio, dalle fastose ville romane agli ambienti paludosi, dalle campagne coltivate ai km di spiaggia incontaminata. Lontano dalla ressa estiva, vi aspetta il mondo incantato della Traversata Pontina. segue…

Monte Orlando a Gaeta

Da Itri a Formia alla scoperta di Gaeta e della riserva del Monte Orlando. segue…

Approfondimenti

> Quanti simboli, quante memorie, quanti ricordi fioriscono con la vicinanza del mare? Siete anche voi affascinati dai segni che il tempo e lo spazio hanno disseminato lungo il Tirreno? Aiutateci ad arricchire questo capitolo, perchè le storie tornino a parlare.

Sperlonga

L’antico borgo sta su uno sperone di roccia a picco sul mare e affonda le radici nel mito, nella grotta-ninfeo di Tiberio, nelle “speluncae” che gli hanno dato il nome, accarezzate dalle onde ribelli, abitate dalle leggiadre figure marine dei mosaici romani. Prima delle scorrerie saracene che hanno spinto i pescatori ad arroccarsi e a dipingere di bianco le case per abbacinare i corsari, già provati dai lunghi viaggi in mare, la luce accecante era quella del mito di Ulisse, che accompagnava il peregrinare delle navi nell’azzurro e infido Mediterraneo. L’antro di Tiberio era arredato con le grandi sculture dai muscoli guizzanti ispirate alle imprese dell’eroe omerico.

Le origini di Sperlonga risalgono alle antiche leggende greche. Le sue grotte di calcare accoglievano le flessuose ninfe del mare: la più bella, narra Esiodo, si chiamava Sperlonga, come l’antro che abitava, e aveva fatto innamorare Giove che una notte, sotto forma di infuocato meteorite, atterrò tra le sue gambe, mentre riposava sulla spiaggia. Le abbaglianti falesie di Sperlonga sono nate dal terremoto suscitato dal mitico amplesso. segue…

Museo e area archeologica

Il museo fu appositamente edificato per ospitare i monumentali gruppi scultorei rinvenuti in migliaia di frammenti alla fine degli anni Cinquanta nella celebre Grotta che si apre sul mare, elemento caratterizzante di un vasto complesso residenziale solitamente identificato con il praetorium, cioè palazzo, posseduto dall’imperatore Tiberio.

All’inizio dell’età imperiale l’antro fu infatti trasformato in paesaggio mitologico decorato da uno straordinario allestimento scultoreo di soggetto omerico che venne scenograficamente disposto intorno e all’interno di un bacino circolare ricavato entro la grandiosa abside. segue…

La via Flacca

La strada regionale 213 Flacca collega la città di Terracina con la città di Formia. Completata nel 1957 prende il nome dell’antica strada romana fatta costruire da Lucio Valerio Flacco nel 184 a.c. della quale ne ricalca ampiamente l’antico percorso. Si snoda per circa 36 chilometri e presenta numerose opere d’arte e siti archeologici di straordinaria importanza tra cui i resti di Villa Prato del II secolo a.c., il complesso monumentale della Villa e della Grotta di Tiberio e la Villa di Bazzano, esempio di architettura repubblicana. Infine, sul monte Redentore a Formia papa Leone XIII fece collocare la statua del Redentore. La strada l’ unica via per raggiungere le località balneari del Sud Pontino come la Baia di Sant’ Agostino a Gaeta, la spiaggia di Sperlonga e Salto di Fondi. (da Astral)

Segnaliamo anche questo breve video segue…

Panchine giganti

Le panchine giganti suscitano sentimenti contrastanti. proviamo a riassumerli con due contributi opposti, perchè ognuno si avvicini consapevolmente a questo tipo di installazioni.

PRO: “La prima Grande Panchina con questo particolare disegno è stata realizzata nel 2010 da Chris Bangle sul terreno della Borgata a Clavesana (Cn), dove si trovano la sua residenza e il suo studio di design, come installazione affacciata sul paesaggio e accessibile ai visitatori. L’idea delle panchine fuori scala non è inedita, ma lo è il contesto. Il cambio di prospettiva dato dalle dimensioni della panchina fa sentire chi vi siede come un bambino, capace di meravigliarsi della bellezza del paesaggio con uno sguardo nuovo. La panchina è divenuta in poco più di un anno un’attrazione per i visitatori della zona.segue…

CONTRO:Il pacchiano emerge per contrasto: un po’ come i colori complementari nelle opere impressioniste, solo che nel nostro caso, invece di ingentilire il dipinto, lo sfregiano. Il pacchiano, in montagna, può assumere diverse forme. Una di quelle che più lo caratterizza è indubbiamente rappresentata da panchine giganti, spesso verniciate con i colori più improbabili. Una distorsione disneyniana della vita, in perfetta continuità con la programmazione turistica degli ultimi settant’anni, dove le peculiarità locali sono spesso state sacrificate per offrire al turista un’esperienza molto ludica e poco educativa. Il problema di fondo è che abbiamo perso la capacità di raccontare. Di raccontarci. Non riusciamo più a rendere seducente il territorio attraverso una narrazione accattivante, capace di cogliere ed evidenziare la poesia e il fascino degli elementi in esso già esistenti; degli elementi che lo rendono unico. Di conseguenza ci limitiamo a calare dall’alto oggetti vistosi, appariscenti, ma culturalmente vacui. Un’operazione semplice, perché svincola dallo studio e dal ragionamento. Così le panchine giganti si moltiplicano, in questa società culturalmente lillipuziana, in attesa di un Gulliver che non arriverà mai.” segue…

Scopri

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(panorama da Torre Truglia, dalla collezione Tirrenica360... )

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