Traversata pontina in bici

Da Anzio a Monte San Biagio, dalle fastose ville romane agli ambienti paludosi, dalle campagne coltivate ai km di spiaggia incontaminata. Lontano dalla ressa estiva, vi aspetta il mondo incantato della Traversata Pontina. segue…

Dintorni

> Cosa vedere nei dintorni? Perchè non fermarci qualche giorno ad esplorare il territorio? In aggiunta all'elenco seguente, date una occhiata alla mappa Tirrenica360 e aiutateci ad arricchire l'elenco con le vostre segnalazioni.

Riserva di Tor Caldara

La Riserva di Tor Caldara è un lembo di costa miracolosamente scampato all’urbanizzazione, tra gli abitati di Anzio e Lavinio. Una torre eretta nel Cinquecento per l’avvistamento dei pirati saraceni oggi fa la guardia alle dune fossili, frequentate dai Gruccioni, e all’intrico della macchia mediterranea. segue…

(solfatare, dalla collezione Tirrenica360... )

Promontorio del Circeo

Il promontorio del Circeo con la sua sagoma inconfondibile disegna lo sfondo della pianura pontina.  Un percorso sterrato permette di scoprirlo in MTB. segue…

(Promontorio di Circe, dalla collezione Tirrenica360... )

Anello di Sperlonga

Da Fondi a Sperlonga seguendo le strade interne che scavallano i rilievi montuosi affacciati sulla costa. segue…

Approfondimenti

> Quanti simboli, quante memorie, quanti ricordi fioriscono con la vicinanza del mare? Siete anche voi affascinati dai segni che il tempo e lo spazio hanno disseminato lungo il Tirreno? Aiutateci ad arricchire questo capitolo, perchè le storie tornino a parlare.

Bonifica Agro Pontino

> Prima di divenire Pianura e successivamente Agro, l’intero territorio si presentava come un golfo sommerso dalle acque nel quale emergeva l’isola calcarea del Circeo. Il sollevamento non uniforme e il ritiro delle acque marine hanno favorito la formazione di una pianura costiera paludosa coinvolta da diversi tentativi di bonifica. segue...

Villa Imperiale ad Anzio

La villa imperiale di Anzio nasce per soddisfare ogni desiderio e capriccio dell’imperatore, per rendere il soggiorno ad Anzio il più gradito possibile. Nei vasti ed eleganti ambienti, potevano svolgersi recitazioni, piccoli spettacoli, danze e musiche destinate all’intrattenimento degli ospiti imperiali e al folto stuolo di cortigiani che in ogni stagione dell’anno affollavano la villa. Domiziano, non meno di Nerone portò ad Anzio il suo gusto del grandioso e del raffinato. Adriano, che non fu da meno, completò l’opera iniziata. segue…

La Villa Imperiale raccontata da Caterina Napoleoni segue…

Poligono Militare di Nettuno

L’area è adibita a poligono militare fin dal 1888. Vi si svolgono attività di tiro con artiglieria, soprattutto a scopo sperimentale. Il Poligono è interamente recintato; nei mesi estivi è però consentito al pubblico l’accesso ad alcuni tratti di spiaggia.

Pur confinando con il centro abitato, ha preservato oltre mille ettari di spazi naturali e seminaturali dallo sviluppo urbanistico ed agricolo in virtù delle attività militari che vi si svolgono sin dal XIX secolo. Si tratta di una delle poche aree relativamente integre lungo le coste della Piana Pontina, una regione che nel corso del XX secolo è stata completamente trasformata dalle bonifiche. Ne è stata, quindi, spesso invocata la designazione come area protetta. Nell’area militare, peraltro, ricadono ben tre siti di Importanz a Comunitaria.

L’area si presenta decisamente pianeggiante, ma caratterizzata dalle lievissime ondulazioni della “Duna antica” e crivellata di molte decine di “piscine”. Con questo nome vengono indicati nel Lazio i piccoli stagni alloggiati nelle leggere depre ssioni della duna pleistocenica, o comunque formantisi nelle zone planiziarie soggette ad affioramento della falda. Tali ambienti umidi erano una delle caratteristiche più peculiari della Piana Pontina, e in generale delle pianure costiere del Lazio, prima delle bonifiche; oggi ne rimangono pochi esempi in tutta la Regione, localizzati soprattutto nella Tenuta di Castelporziano e nella Fo resta Demaniale del Parco del Circeo. segue…

Torre Astura

Torre Astura è una torre costiera fortificata, a circa dieci km dal centro abitato di Nettuno. Il territorio è oggi compreso all’interno del Poligono Militare di Nettuno, che si sviluppa per circa 8 chilometri lungo la costa tirrenica. Tutta l’area costiera è bassa e sabbiosa e mantiene quasi inalterati importanti tratti di naturalità, con alti cordoni dunali.

Zona a rischio nell’antichità per le secche e gli improvvisi banchi di roccia, i fondali circostanti il Castello sono ricchi di reperti archeologici, oggetto, sino agli anni settanta, di un saccheggio incontrollato. L’Astura romana era un approdo alla foce del fiume omonimo posto lungo la via Severiana, sede di ville già dal I secolo a.C.

Nel sito venne realizzata, tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’età imperiale, una villa strutturata in parte in terraferma e in parte su un’isola artificiale, dotata di una vasta peschiera, i cui resti sono ancora in parte visibili (sulle murature in mare fu poi realizzato il castello).

A partire dall’età romana, Astura rappresentava il prolungamento e il confine ad oriente della colonia di Antium, luogo molto amato dai nobili romani, che la scelsero per costruirvi le loro ville d’otium.

Nel 1193 il sito venne in possesso dei Frangipane, che per proteggersi dai Saraceni vi costruirono una fortezza marittima con una torre a pianta pentagonale circondata dalle acque e collegata alla terraferma da un ponte ad arcate in laterizio. Nella zona che la circonda si trova una pineta dove scorre il fiume Astura.

Nel 1426, dopo essere stato feudo dei Caetani e degli Orsini, passò sotto i Colonna, i quali ristrutturarono il castello, dandogli l’attuale aspetto, e lo vendettero nel 1594 a Clemente VIII Aldobrandini. Da questi, finita la famiglia Aldobrandini, passò ai Borghese, dai quali fu ceduta al comune di Nettuno negli anni settanta.

Da Torre Astura lo sguardo spazia dal Circeo ad Anzio e fino alla bonifica il sito rimase immerso nella foresta paludosa che occupava l’Agro Pontino immediatamente alle spalle della duna costiera. Come notava Gregorovius nel 1854 “Con Nettuno cessa la civiltà umana su questa costa, perché immediatamente alle spalle della città comincia il deserto pontino. La macchia si estende fino a Terracina” segue…

Parco Nazionale del Circeo

Il Parco Nazionale del Circeo Nasce per incoraggiare la conservazione degli spazi naturali ma anche a promuovere il territorio, il suo sviluppo economico e le sue specificità culturali. Coinvolge i comuni di Sabaudia e San Felice Circeo e parte di quelli di Latina e Terracina.

Le Riserve della Biosfera rappresentano veri e propri laboratori di sviluppo sostenibile, capaci di abbinare alla funzione di conservazione dei valori ecologici del territorio quella di valorizzazione delle sue specificità naturali e delle attività locali indirizzate nel senso della sostenibilità. segue…

la mappa interattiva

La duna è un ecosistema fragilissimo. Per raggiungere la spiaggia utilizzare le passerelle distribuite sul lungomare. segue…

Da Neanderthal alla bonifica

I ritrovamenti archeologici rinvenuti nel Parco Nazionale del Circeo documentano la presenza di insediamenti umani nel territorio sin da epoche lontane. La presenza umana nel territorio del Parco è attestata a partire dal Paleolitico Medio, con grotte e ripari sotto roccia esistenti lungo tutto il perimetro del Monte Circeo, per arrivare sino alla bonifica e all’architettura razionalista delle Città di Fondazione. segue…

Terracina

Terracina, già centro Ausonio, era legata a Roma forse già nel VI sec. a.c. Alla fine dello stesso secolo fu però occupata dai Volsci, che le diedero il nome di Anxur. Riconquistata dai Romani nel 406 a.c., fu trasformata nel 329 a.c. in colonia romana, con il nome di “Colonia Anxurna”.Dopo la conquista della città nel 406 a.c., i Romani ne fecero una “colonia marittima”, nel 329 a.c., cingendola di mura.

La città venne attraversata dalla Via Appia nel 312 a.c.. Unendo Roma con Capua, costituiva una importante via militare e commerciale di rapido collegamento soprattutto per la creazione del porto. L’abitato divenne così monumentale con varie domus signorili. segue…

Tempio di Giove

Il santuario di Terracina si inserisce nel quadro dei grandi santuari romani di età repubblicana del Lazio, costruiti tra la metà del II e la metà del I secolo a.C. in posizioni scenografiche e dominanti, su imponenti sostruzioni a terrazze, quali, ad esempio, il Santuario di Ercole a Tivoli e il Santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina, su ispirazione di modelli di origine orientale.

Dopo l’epoca romana il santuario fu distrutto e incendiato e le sue rovine entrarono nell’immaginario collettivo in epoca medioevale con il nome di palazzo di Teodorico. Nell’alto Medioevo, nella zona del cosiddetto “piccolo tempio”, si insediò un monastero benedettino di cui restano alcuni ambienti e affreschi del IX secolo. Altre strutture medievali (resti di una torre quadrata e di mura di recinzione e tracce di frequentazione del XIII secolo) testimoniano la continuità d’uso anche della parte sommitale del colle.

L’area venne definitivamente abbandonata alla fine del XVI secolo, in concomitanza con lo spopolamento della città di Terracina a causa di varie ondate di epidemie. Al 1894 risalgono i primi scavi, condotti dallo studioso locale Pio Capponi, seguiti da quelli condotti da Luigi Borsari due anni dopo. Numerosi e straordinari furono i reperti rinvenuti, inclusi i celebri crepundia (conservati presso il Museo Nazionale Romano nella sede di Palazzo Massimo in Roma), ma anche ex voto in terracotta, oggetti in bronzo e colombe in pasta vitrea, oggi perduti a causa dei bombardamenti e dei saccheggi avvenuti durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. segue…

Lago di Fondi

Quello di Fondi è un lago costiero situato nel territorio dell’omonimo Comune e di Monte San Biagio. E’ stato originato da uno sbarramento litoraneo generato dall’accumulo di antichi cordoni dunosi. Il profilo dei margini è molto frastagliato. E’ circondato da campi e serre in continuità orografica con la piana di Fondi, che vanta una ingente produzione di ortaggi ed agrumi, ed un mercato ortofrutticolo fra i più importanti d’Italia.

Comunica con il mar Tirreno attraverso i canali Canneto e Sant’Anastàsia, ed è alimentato di acqua dolce dai canali Vetere, San Magno, Marangio, San Vito, Acqua Chiara e Catenaccio. Dal 2006 fa parte del Monumento Naturale Lago di Fondi istituito dalla Regione Lazio. E’ il più grande dei laghi costieri del Lazio. Nonostante la forte pressione antropica dovuta anche alle pratiche zootecniche ed agricole, oltre che agli insediamenti ad uso civile, questo stagno salmastro conserva ancora un patrimonio naturale degno della massima attenzione.

Nel lago sono presenti molte specie di pesci, alcuni tipici di acqua dolce e altri di acqua salata e salmastra. Infatti, comunicando con il mare e seguendo i flussi della marea si ha una alternanza di acque dolci che defluiscono verso il mare e di acqua salata che affluisce nel bacino.

Sono presenti 4 habitat: canneti, praterie umide mediterranee con piante erbacee alte, bordure erbacee alte di corsi d’acqua e aree boscate. La fauna terrestre che si rinviene in prossimità del lago è quella tipica delle aree rurali (lepre, volpe, barbagianni, falco grillaio) e delle zone umide (rana verde, biscia dal collare, usignolo di fiume, tuffetto, gallinella d’acqua). segue…

Colonie

> Le colonie marine: edifici monumentali lungo le coste italiane, luoghi fragili e memorie di un passato tutto ancora da metabolizzare. Nate per curare le malattie infettive, nel tempo acquisiscono altri significati, in particolar modo legati all’educazione delle masse e alla costruzione di un’identità politica nelle giovani generazioni, promossi sia dai regimi totalitari che da governi democratici. In molti casi, queste costruzioni anticipano l’urbanizzazione di nuove mete turistiche costiere e montane, rese accessibili dalle linee ferroviarie in costruzione. segue...

(la colonia marina ‘Bastianelli’ sul litorale di Terracina, dal Giornale Luce del 1930)

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> Gli itinerari da Ventimiglia a Roma che già oggi si prestano ad essere scoperti in sella, li trovi:

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> Elenco dei percorsi nel Lazio segue...

Tirrenica Extra

> Il progetto ufficiale della futura Ciclovia Tirrenica al momento parte da Ventimiglia e finisce a Roma. Noi, dal basso, proviamo a raccogliere spunti preziosi anche su altri percorsi che coinvolgono il Tirreno. segue...

Partecipa

> Amante anche tu delle pedalate vista mare? Partecipa con passaparola, proposte, feedback, ... Dai una occhiata al progettoZERO, alla squadra operativa e ai paletti che ci siamo imposti selezionando gli itinerari. Le amministrazioni non vedono le potenzialità di un percorso ciclabile lungo il Tirreno? Mostriamo loro il contrario. Facciamo conoscere insieme la bellezza delle nostre coste. Viandanti di ogni fede e pedale, cicloturiste e cicloturisti, cittadini e cittadine come te. Niente di più, niente di meno. segue...

“Con una coppia di destrieri scendeva negli abissi sino al suo palazzo o volava veloce sulle onde. Ippocampi, mostri metà cavallo e metà pesce, ma anche centauri marini, oceanine e nereidi: erano apparsi nel mare greco soltanto quando Poseidone ne aveva preso possesso.
Un giorno, nella loro avanzata, i romani lo avrebbero incontrato e riconosciuto come un dio ad essi noto: il suo nome latino, Nettuno, avrebbe echeggiato ancora a lungo nei mesi e negli abissi.” (“Storia del mare”, A. Vanoli)

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