Livorno-Cecina in bici
L’itinerario segue la costa toscana da Livorno a Cecina, resa famosa dal film “Il sorpasso”. La costa rocciosa di Calafuria a Castiglioncello passa il testimone alle controverse spiagge bianche di Solvay e quindi alla lunga pineta di Cecina. segue…
Approfondimenti
> Quanti simboli, quante memorie, quanti ricordi fioriscono con la vicinanza del mare? Siete anche voi affascinati dai segni che il tempo e lo spazio hanno disseminato lungo il Tirreno? Aiutateci ad arricchire questo capitolo, perchè le storie tornino a parlare.
Riserva di Cecina
La Riserva naturale Tomboli di Cecina, a Marina di Cecina, è caratterizzata dai Tomboli, lunghi cordoni di dune ricoperti da una fitta vegetazione che dalla spiaggia si spingono verso l’interno. Rappresentano un caratteristico ecosistema creato per difendere le zone coltivate dai venti marini.
La Riserva, che si estende per 15 chilometri, è una tra le più belle foreste italiane, ricca di una folta e varia vegetazione che si differenzia via via che ci si inoltra dal mare verso l’entroterra. Sulla spiaggia fioriscono il giglio e il papavero di mare, mentre nella macchia bassa crescono i ginepri e nella macchia alta prevalgono i lecci, i pini marittimi ed i pini domestici.
La Riserva offre rifugio a varie specie di animali: conigli selvatici, volpi, donnole, istrici, caprioli e tassi. Tra gli uccelli trovano dimora le tortore, i picchi verdi, le upupe ed i colombacci, che sostano qui per lunghi periodi di tempo.segue…
Il Sorpasso
> Con il film “il Sorpasso” il grande pubblico scopre negli anni ’60 la bellezza della costa tirrenica tra la provincia di Livorno e Grosseto. Le strade invase dalle quattroruote, le spiagge brulicanti, i locali notturni, Castiglioncello e Viareggio templi dell’evasione, del tempo libero e gaudente. Passati 50 anni ed esauritasi la spinta dell’automobile, è ora il tempo di rilanciare la bicicletta anche in Italia? segue...
i Macchiaioli
L’invenzione del tubetto. “C’è un elemento che più di tutti permetterà questo passaggio e, sorprendentemente, non si tratta di un cambiamento concettuale bensì di una vera e propria invenzione: il “tubetto” del colore. La possibilità di utilizzare colori già pronti, senza dover necessariamente lavorare le polveri di pigmento in laboratorio, permette agli artisti di dipingere in presa diretta, di ritrarre i soggetti dal vivo – che siano persone o paesaggi –, e non esclusivamente all’interno dell’atelier.
Nasce così la pittura “en plein air”, una tecnica che sconvolgerà completamente l’universo della rappresentazione. Accade dunque, che gli artisti scelgano con cura i luoghi più adatti dove collocare il cavalletto, tenendo conto soprattutto di luce e prospettiva, ricercando scene di vita vera, reale, che sia legata al lavoro oppure al divertimento della gente comune.

Chatou, Auvers-Sur-Oises, Arles, sono alcuni dei famosi, piccoli paesi francesi in cui gli impressionisti si trasferirono per cogliere dal vivo paesaggi adatti al loro nuovo, rivoluzionario, stile pittorico. Quiete e tranquillità, lontano dal caos della città, sono le condizioni ideali insieme alla possibilità di ritrarre scene di lavoro in campagna e scorci di natura incontaminata.
Accanto a queste ormai illustri località francesi, s’iscrive di diritto un piccolo paese italiano, toscano per la precisione, una vera e propria “perla” sulle coste frastagliate del mar Tirreno: Castiglioncello, il teatro dei Macchiaioli. Verdi colline che s’innalzano alle spalle di un mare cobalto, una vegetazione ricca e variegata; calma, silenzio e soprattutto tanto sole, luce perfetta per un gruppo di pittori che fecero della macchia di colore il loro credo. ” segue…
Lungomare Alberto Sordi
La villa di Alberto Sordi, costruita a picco sugli scogli a Castiglioncello, è una dimora di fine ‘800 appartenuta prima al pittore Vittorio Corcos e poi ad Alberto Sordi, che l’ acquistò nel 1962, negli anni in cui Castiglioncello ospitava le dimore di celebri personaggi del cinema italiano: da Marcello Mastroianni, agli attori Panelli e Bice Valori; dalla sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico al regista Enzo Trapani.
Tuttavia, il grande attore romano, non amando la mondanità, preferiva godersi la riservatezza della sua maestosa villa, che chiamava «la villa delle vacanze meravigliose» pur non andandoci spesso. Poco dopo la morte dell’attore, Castiglioncello ha omaggiato il celebre attore romano dedicandogli la passeggiata: «Lungomare Alberto Sordi», proprio quella parte che va da Pineta Marradi fino a Punta Righini, vicino a Villa Corcos-Sordi. segue…
Rosignano Solvay
A sud di Livorno l’inquinamento si insinua da decenni nel suolo e nelle falde acquifere, si diffonde nell’aria e contamina il mare. Quella che coinvolge lo stabilimento della Solvay di Rosignano marittimo, dove da oltre un secolo si produce carbonato di sodio è una lunga storia di battaglie ambientali, giudiziarie e politiche. La sodiera sulla costa toscana, la più grande d’Europa, da decenni è accusata di sversare solidi e metalli pesanti in mare e di causare danni ambientali e di salute.
A tutt’oggi, nell’impianto di Rosignano si produce quasi tutto il carbonato di sodio necessario all’industria italiana. I simboli di questa vicenda sono i colori della sabbia e dell’acqua, simili a quelli dei Caraibi. Colori che in realtà non sono merito della natura, ma degli scarichi di sostanze industriali e di carbonato di sodio. Le famose “spiagge bianche” di Rosignano. È dal 1999 che questi 14 chilometri di litorale sono inseriti tra le aree più inquinate del Mediterraneo. Almeno secondo l’United Nation Enviroment Programme, il programma delle Nazione Unite per l’ambiente. segue su Repubblica…
Bonifiche
La Maremma settentrionale è il resto della fascia costiera che si estende da Prato Ranieri a Rosignano, detta anche Maremma Pisana, costellata fin dall’età moderna da tutto un susseguirsi di acquitrini e di piccoli paduli come quelli di Montegemoli, Rimigliano, Bolgheri, Cecina e Vada. Il paesaggio era simile a quello propriamente maremmano e presentava «campi ed erba», vale a dire un alternarsi di campi nudi, ristretti coltivi, incolti e macchie infestati dalla malaria, sfruttati per lo più a pascolo del bestiame brado. > La lotta alla malaria per la sopravvivenza umana e il recupero del suolo hanno scandito una secolare attività di bonifica. Le ristrette pianure alluvionali litoranee, infatti, nei secoli sono state soggette al ristagno delle acque. Un immenso deposito di fatiche, conquistato dall'uomo una stagione dopo l'altra. segue...
Scopri
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