Mi chiamo Riccardo, pedalo da poco più di 5 anni, ho 53 anni e diversi acciacchi fisici. Sono uno di quelli che dalla brutta parentesi del COVID ha riscoperto il piacere di utilizzare la bicicletta non solo per piccoli spostamenti, ma anche per viaggiare. Quest’anno ho deciso, con i miei due compagni di avventure, di partire ad ottobre e raggiungere Pisa in treno per pedalare fino a Roma.
Rotolando verso Sud
“Ogni idea nasce da un sogno!” era scritto da qualche parte e sinceramente non sono nemmeno tanto sicuro che reciti fedelmente ciò che ho letto, ma messa così è bella lo stesso.
Il mio sogno è di poter vedere un mondo il più vicino possibile alla “dimensione bici”, alla mobilità sostenibile, alla possibilità di salire in sella e poter utilizzare strutture e infrastrutture che accolgano e facilitino lo spostamento dei ciclisti e del cicloturismo in generale.
(Calambrone, pedalando da Pisa a Livorno, dalla collezione Tirrenica360... )
Mi chiamo Riccardo, pedalo da poco più di 5 anni, ho 53 anni e diversi acciacchi fisici. Sono uno di quelli che dalla brutta parentesi del COVID ha riscoperto il piacere di utilizzare la bicicletta non solo per piccoli spostamenti, ma anche per viaggiare spingendomi sempre più in là misurandomi con le mie possibilità fisiche, capacità organizzative e interessi culturali unitamente al piacere e alla condivisione con chi abbraccia (ma non solo!) questa passione per il cicloturismo che ho maturato in questi anni.
Tirrenica
Quest’anno ho deciso, con i miei due compagni di avventure, di partire ad ottobre e raggiungere Pisa in treno per pedalare fino a Roma e da lì tornare a casa sempre su rotaia.
Per la prima volta utilizzeremo le e-bike a differenza di tutti gli altri viaggi in cui ci siamo avvalsisi di MTB tradizionali. TirrenicaZero mi ha profondamente ispirato per questo cicloviaggio, il sito è davvero ben scritto e completo di informazioni utilissime.
(Burano, pedalando da Orbetello a Capalbio, dalla collezione Tirrenica360... )
Traccia elaborata da me con parti che ricalcano anche i gpx del sito con l’intento di pedalare il più possibile lungo la costa del Tirreno. C’è tempo prima delle partenza ma c’è anche ancora molto da pianificare lasciando però una percentuale anche all’improvvisazione perché ci piace così!
Prima di partire
Italia in bici
In questi cinque anni ho cominciato a girare l’Italia in bici. Varese-Verona, la ciclovia dell’Oglio dal Passo del Tonale fino a Mantova, Varese-Camogli (GE) scavalcando il Passo della Bocchetta, Savona-Sanremo-Imperia, la costa adriatica Trani-Vasto (CH) e l’anno successivo Vasto-Ravenna, la Via Francisca del Lucomagno nel tratto italiano da Lavena Ponte Tresa (VA) al confine con la Svizzera fino a Pavia per ritirare il Testimonium a completamento del cammino che ho pedalato timbrando di volta in volta le credenziali presso attività commerciali, ristori, istituzioni pubbliche mentre attraversavo i paesi lungo il tracciato.
Queste esperienze hanno previsto e imposto una organizzazione a monte che prevedesse l’elaborazione di un tracciato da seguire prediligendo principalmente ciclabili, strade bianche, percorsi extraurbani, strade secondarie a basso scorrimento veicolare laddove possibile. Non mancano però statali e provinciali anche pericolose dal mio punto di vista, ma che con la dovuta prudenza si pedalano in mancanza di alternative.
Intermodalità
Ho utilizzato treni, bus, traghetti, funivie, per raggiungere i luoghi di partenza, durante il viaggio o per tornare a casa. I mezzi di trasporto impongono regole ferree, misure da rispettare, limitazione dei posti disponibili, divieti e in alcuni casi prenotazioni. Per il viaggio Pisa-Roma: partire in bici da casa o avvicinarmi con qualche mezzo? Idem per il ritorno: come tornare a casa?
Il treno a parer mio è il mezzo migliore anche se, purtroppo, nella nostra bella Italia siamo ben lontani dall’avere un servizio su rotaia all’altezza delle esigenze dei cicloviaggiatori che lamentano carenza di posti bici sui convogli, accessibilità alle stazioni, facilità per raggiungere i binari, salita/discesa dai vagoni e quel pizzico di rispetto reciproco che non guasta mai.
Abito in provincia di Varese, e nell’organizzare il cicloviaggio da Pisa a Roma ho adottato la soluzione regionali + Intercity (n.b. IC necessita di prenotazione obbligatoria anche per il posto bici) passando per Genova. Ci sono anche altre linee che raggiungono Pisa, ma ha prevalso il fattore tempo: prima si arriva, prima si comincia a pedalare ottimizzando una giornata di viaggio che già per metà trascorrerà sul treno. Questo vale anche per il ritorno.
- andata: Varese-Milano-Genova-Pisa (3 cambi)
- ritorno: Roma-Genova-Milano-Varese (3 cambi)
Per programmare i viaggi utilizzo la app di Trenitalia, comoda e di facile lettura. Ha una funzione che permette di visualizzare solo i treni che trasportano le bici intere, senza smontarle e metterle in una sacca (es. Freccia e Italo), rendendo la vita più comoda.
Consiglio di provare diverse soluzioni, anche fuori dalla APP. Nel mio caso, ad esempio, ho elaborato i cambi cercando le tratte separatamente e non impostando dal punto “A” al punto “B” perché la soluzione più logica che propone l’applicazione non mi avrebbe favorito con l’orario di arrivo a Pisa. Con la soluzione manuale sono riuscito ad anticipare l’arrivo di tre ore. C’è da fare un giro a Piazza dei Miracoli, uscire dalla città, a Ottobre farà buio prima e la tappa prevede 70Km da pedalare. “Chi ben comincia è già a metà dell’opera” recita un vecchio proverbio.
Il problema saranno i cambi. Il transito per Genova sarà davvero ristretto, solo 11 minuti! Una corsa contro il tempo che ci darà più di un motivo per incrociare le dita perché tutto vada liscio! Puntualità del treno, vicinanza del binario dell’altro IC, sottopassi da percorrere o ascensori (non)funzionanti in stazione, la folla di passeggeri in quel momento, sono tutti fattori che giocano contro di noi e comunque da considerare ad ogni cicloviaggio ma … il rischio vale la candela e così partiremo carichi di positività. Per fortuna il ritorno avrà transiti più comodi.
Tracciato
Il bello di un viaggio, anzi di un cicloviaggio, è il tracciato che si crea e percorre con la propria bici; quella linea che conduce attraverso città e paesi, montagne, coste, lungo gli argini di un fiume, pedalando su strade asfaltate o sentieri appena percettibili. Il tracciato! Ma come lo creo?
Utilizzo applicazioni come Komoot e cycle.travel, Google Maps, Google Earth ma anche guide cartacee. Spesso cerco contatti con chi ha già percorso quel dato tratto per avere informazioni dirette dalle loro esperienze, come ho fatto con TirrenicaZero.
Per comodità, il device principale è il cellulare con cui elaboro il file gpx ma a volte anche il PC mi viene in aiuto. Inserisco le città e luoghi che ho intenzione di visitare prestando particolare attenzione al tipo di strade che mi troverò a percorrere.
Precedenza assoluta è per le ciclabili e ciclovie ma non sempre è possibile seguirle per un’oggettiva mancanza delle stesse. In ultimo trasferisco il risultato su un comodissimo ciclo computer per seguirlo tramite gps.
I dislivelli da affrontare sono importanti e non da sottovalutare così come i tempi di percorrenza tra una tappa e l’altra direttamente subordinati al chilometraggio che mi prefiggo di affrontare. A questo punto adatto le tappe ai luoghi dove pernotterò: alberghi, B&B, campeggi o zone sicure e protette se in bivacco libero.
Gli imprevisti sono dietro l’angolo e l’unico reale riscontro che si può avere è durante la percorrenza del tracciato che si sta seguendo: deviazioni e tratti interrotti per lavori in corso, mancata manutenzione o cancelli che prima non c’erano possono cambiare i programmi. Qui entra in gioco la capacità di rielaborare il tracciato con soluzioni alternative.
(Diaccia Botrona, pedalando da Follonica a Grosseto, dalla collezione Tirrenica360... )
Attenzione ai punti di rifornimento acqua e cibo che a volte possono essere distanti tra di loro creando potenziali difficoltà di approvvigionamento. Lo studio del territorio è fondamentale per la propria sicurezza a prescindere dalle capacità individuali.
#pisaroma2026 seguirà le costa tirrenica il più vicino possibile, storia, arte, cultura e panorami meravigliosi tutto made in Italy.
Alloggi
Nei cicloviaggi ho dormito in B&B, tenda in bivacco libero, piccoli alberghi, bungalow presso campeggi. Ho imparato a considerare sempre dove mettere la bici durante la sosta notturna, cosa per nulla da sottovalutare, non sempre agevole, come ad esempio quella volta al terzo piano di una palazzina senza ascensore (non è neanche detto che laddove ci sia l’ascensore, la bici ci entri!), o incatenata ad una staccionata di fortuna davanti alla tenda.
Alloggi e lunghezza della tappa sono complementari, laddove finirà la giornata in sella ci sarà da trovare un posto che mi accoglierà per la notte. La ricerca non di rado impone piccole deviazioni o cambiamenti di chilometraggio sulla bozza di tracciato, qualche compromesso e un pizzico di adattamento.
Uso Google Maps e Google Earth quando sono in modalità bivacco, per individuare zone dove poter piantare la mia tenda dal tramonto all’alba. Contatto gli enti locali per verificare permessi o regolamenti vigenti in quella zona.
(le attività aderenti, sulla mappa Tirrenica360)
Per le sistemazioni standard mi appoggio invece ai portali online dedicati a hotel, B&B, case vacanze, …. Controllo la posizione lungo il tracciato, i servizi offerti (come ad esempio colazione e il bagno privato, cosa non scontata!), lavatrice (solitamente a metà percorso così da lavare il vestiario ed alleggerire il bagaglio), il prezzo conveniente.
Contatto le strutture per assicurarmi ci sia la possibilità di ricoverare la bici in luogo sicuro, sotto chiave o addirittura in stanza con me. (utile la formula “cancellazione gratuita”). Questa verifica non è per nulla da sottovalutare, può succedere che venga rifiutata la prenotazione per questo “dettaglio” ma è davvero raro e per quanto riguarda la mia esperienza personale, mai successo.
Durante #pisaroma2026 dormirò in cinque strutture diverse. Marina di Cecina, Marina di Grosseto, Montalto di Castro, Fiumicino e Roma. Ho raccontato loro del progetto TirrenicaZero che hanno accolto con grande entusiasmo! Appaiono, insieme alle altre attività che hanno già aderito, sulla mappa Tirrenica360.
Bagaglio
Il bagaglio lo calibro a seconda dei giorni di viaggio previsti e dalla stagione in cui mi trovo a pedalare. Non sempre l’equazione +giorni/+peso è valida se si ponderano i carichi con l’incognita “RN?” (realmente necessario?).
Con un po’ di esperienza maturata nel tempo, ho affinato la modalità “minimal” per ridurre il peso superfluo eliminando ciò che fondamentalmente non serve, introducendo indumenti di materiale tecnico leggeri, che asciugano rapidamente. Cerco di inserire a metà percorso un pernottamento in struttura con lavatrice o lavanderia a gettoni in zona, così da poter lavare tutto e portare con me il meno possibile.
Con lo stesso criterio stabilisco la configurazione da adottare: “classica” con borse laterali su portapacchi posteriore o “bike-packing” con borsa sottosella, borsa manubrio, frame.
Un tool kit è fondamentale: piccole riparazioni, un dado da stringere o una vite da regolare, così come una camera d’aria di scorta, mini-pompa, fascette di plastica (salvavita!) e uno scotch di tela possono risolvere imprevisti senza compromettere la prosecuzione del viaggio.
Tecnologia audio e video è anch’essa parte del mio bagaglio. Mi piace fotografare ma soprattutto video-documentare le mie avventure e seppur la videocamera abbia dimensioni molto ridotte, il corredo ad essa abbinato produce ingombro e peso extra: asta telescopica e clamp dove agganciarla, custodia, cavetteria varia, presa-multipla, ciclo-computer, telefono, microfoni wireless. Insomma, una piccola regia mobile che mi permette una volta tornato a casa di dedicarmi al video-editing, altra mia passione in cui mi cimento da anni e il cui risultato viene condiviso con i miei compagni di viaggio, davanti ad una gustosa pizza e una buona bottiglia di vino!
Bicisofia
I miei viaggi sono all’insegna della natura, della libertà, dei profumi e del buon cibo locale. Non sempre tutto questo comporta meno fatica, anzi, per stare lontano da strade trafficate e ad alta percorrenza veicolare, il tracciato si allunga, diventa meno agevole o impervio, ma riempie gli occhi di bellezza e l’animo di serenità.
Pedalando tra piccoli borghi ho incontrato e condiviso emozioni dirette con chi li abita complice la curiosità che suscita la bicicletta, instaurando una empatia naturale che favorisce lo scambio reciproco. In alcuni casi questo pathos si è trasformato in aiuto concreto come l’approvvigionamento di acqua o cibo, un riparo da un forte acquazzone o come quella volta in cui mi è stato “prestato” un giardino dove piantare in sicurezza la mia tenda.
Mi piace inserire anche una parte storica e culturale del territorio che attraverso. Abbiamo la fortuna di vivere in un Paese ricchissimo di natura e testimone di una delle più importanti e lunghe pagine di cultura storica conosciuta.
(Castello di Santa Severa, pedalando da Tarquinia a S.Severa, dalla collezione Tirrenica360... )
In Italia c’è solo l’imbarazzo della scelta e ogni territorio propone ciò che lo rappresenta dando spunto e motivi aggiunti per raggiungerli o attraversarli. Ricordo la Val Camonica e le incisioni rupestri dei Camuni, i mosaici bizantini di Ravenna, gli scavi archeologici di Rimini con la famosa Domus del Chirurgo, l’Anfiteatro e l’Arco d’Augusto (il più antico del Nord Italia) e il maestoso Ponte di Tiberio, Verona con la sua Arena… e tanto altro.
Sono molto attento ai costi che cerco sempre di contenere al minimo, non per tirchieria, ma semplicemente perché penso sia giusto così. Alloggi, intermodalità e cibo sono delle spese fisse ma si può scegliere di ridurle dedicando il giusto tempo di ricerca e un po’ di spirito di adattamento.
La mia “bicisofia” fa leva anche sulla capacità di non abbattermi agli imprevisti cercando di concentrarmi sulla risoluzione del problema per proseguire.
#pisaroma2026 mi porterà lungo le terre degli Etruschi, antichi Romani e quei popoli che si sono alternati come conquistati o conquistatori in un viaggio che sulle linea del tempo dura da millenni!
Competenze
Una sufficiente conoscenza del mezzo bici è consigliabile per poter fare fronte a piccole riparazioni come il cambio di una camera d’aria o la rottura della catena, per il resto una ciclofficina di zona può essere d’aiuto.
Aggiornamenti
Seguiranno aggiornamenti dettagliati sui diversi focus e gli step che svilupperò man mano, scendendo nei particolari dell’organizzazione per poi arrivare a raccontare questa avventura che vivremo tra pochi mesi.
“Perché io pedalo solo in certe occasioni!” (Cit. la mia amica E.P.)
Riccardo.
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